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Da talento e vocazione giovanili ad attività principale e di successo, passando per passione e perseveranza. La creatività e l’abilità manuale sono da sempre peculiarità di Sandro Cadinu artigiano 55enne di Mamoiada, suggestivo borgo barbaricino, celebre per i riti ancestrali di Mamuthonese Issohadores.

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Prima di intraprendere il ‘nuovo’ mestiere, Sandro ha percorso altre strade, fatte di molteplici attività, “ma l’arte e l’istinto creativo – precisa - facevano già parte di me, sin da quando ero alle scuole elementari: dipingevo e creavo”.

Gli influssi, anzi le “caratteristiche genetiche” (parole sue), sono evidenti, del resto vive in un paese dalle radicate tradizioni identitarie: “Mia madre, massaia d’altri tempi, esprime le sue doti manuali nella preparazioni di dolci ‘artistici’, mio padre dipingeva, un bisnonno e uno zio sono stati abili falegnami”.


E proprio dall’apertura della sua bottega da falegname è iniziata la carriera manifatturiera di Cadinu, poco più di vent’anni fa, nel 1997, anche grazie a incentivi messi a bando dal Comune di Mamoiada per avviare attività artigiane. “Ricordo che il mio primo oggetto – racconta - è stato un orologio da parete, in vetro, con la rappresentazione delle due maschere simbolo del paese”.

Un tema che per ovvie ragioni ritorna in varie produzioni di Satodà, nome scelto da Sandro per la sua azienda, iscritta sin dall’avvio del progetto, alla vetrina dell’artigianato artistico della Regione (www.sardegnaartigianato.com). “È un acronimo, che riporta le iniziali della mia famiglia, ‘sa’ sta per Sandro, ‘to’ per mio figlio Thomas, ‘da’ per mia moglie Daniela”.

Un’azienda dedita a molteplici forme artistiche e all’uso di più materiali. Per il sesto appuntamento di ‘My favourite artisan Lab’, che ha visto protagonista ‘dal vivo’ nel far vivere le sensazioni di una caratteristica bottega sarda ai numerosi e curiosi passeggeri in transito all’aeroporto di Olbia Costa Smeralda, Sandro Cadinu ha proposto la lavorazione delle maschere in cuoio di Mamuthones e Issohadores, da indossare sul viso. “È uno dei fiori all’occhiello tra i miei manufatti: rielaboro e reinterpreto le ‘classiche’ maschere in legno, tipiche di tanti maestri mamoiadini, dando varie forme ed espressioni a sas viseras, con grande rispetto della tradizione ma dando loro caratteristiche particolari, personali”.

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A Olbia ha mostrato le varie fasi della lavorazione del cuoio, partendo dalla modellatura del pellame passando all’ ‘impressione’ su stampi di legno (anch’ essi opera dell’artigiano mamoiadino), sino al prodotto quasi finito, che ha completato nella hall centrale dell’aerostazione.

E' stata una giornata ‘ricca’ anche di appuntamenti musicali - esibizioni del Coro polifonico turritano e della cantante Barbara Sanna (“un abbinamento gradevole e bilanciato”, afferma Sandro) - per Cadinu è stata un occasione per mostrare anche altri oggetti delle sue collezioni: Sicuramente - spiega - ho portato anche la mia rivisitazione in chiave moderna de sa arresoja, del coltello sardo, che ho ribattezzato il ‘tagliacarte’ sardo, un oggetto da regalo tutto in legno pregiato (olivastro, ginepro e altri) e colletto in argento o ottone, un manufatto particolare e accattivante, di cui vado fiero e che spero possa diventare uno dei più apprezzati (e venduti) anche nelle boutique aeroportuali”.


Satodà, infatti, espone nelle boutique Isola degli scali di Cagliari e Olbia: “Credo sia un’ottima ‘trovata’ promozionale – dice con convinzione - che mi sta offrendo tante nuove possibilità, compresa ovviamente questa del‘lab’”.

Negli aeroporti, chiaramente, gli oggetti più ricercati e venduti sono quelli di minori dimensioni, come i ciondoli in legno, preziosi monili realizzati a intaglio da portare al collo, che rappresentano le maschere o l’Isola con sembianze di maschera mamoiadina: “Penso siano perfetti souvenir da portare con sé per avere sempre addosso la Sardegna, e di questo ne vado orgoglioso”.

L’apprezzamento sulle iniziative regionali si estende anche alla vetrina virtuale della Regione: “Grazie a sardegnaartigianato.com ho avuto notevole visibilità e pure un notevole flusso di accessi ‘di rimbalzo’ nel mio sito web (www.satoda.it), non ché chiaramente nuovi clienti”.

Con gli innovativi canali commerciali Sandro ha dimestichezza: “Bisogna sapersi muovere, poi i risultati arrivano: con Amazon ho un doppio ‘profilo’, diretto e tramite la piattaforma ‘Made in Italy’, dopo appena un mese dall’inserimento dei miei oggetti, ho venduto un comodino a Parigi”.

A proposito di produzioni in legno, a Olbia (sia nel negozio Isola che durante il Lab) Cadinu ha presentato anche quelle: “Sono simboli di reinterpretazione e personalizzazione della tradizione, ‘pezzi’ unici eseguiti con varie tecniche, in particolare l’intarsio”.

Un esempio sono, proprio i comodini ‘pensili’, originali complementi d’arredo, che richiamano, nei loro disegni, o celebri reperti archeologici, come sa Perda Pintà (una pietra-menhir rinvenuta a Mamoiada e risalente al IV millennio a.C., con caratteristiche uniche in Sardegna) o elementi del mondo pastorale, come sos gambales, o ancora disegni di altri settori artigiani, come la pavoncella, tipica dei manufatti in tessuto, in ceramica e non solo.

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