MY FAVOURITE ARTISAN LAB - Intervista a SALVATORE GODDI
Gio 5 Luglio 2018
Orafo di NUORO Salvatore Goddi, una vita da artista. “In un settore da sempre caratterizzato da discendenze e trasmissioni ereditarie – racconta il protagonista del primo appuntamento di My favourite artisan lab - sono stato uno dei primi a iniziare senza alle spalle una tradizione familiare, mosso da uno spirito artistico, che in origine era rivolto alla pittura, poi è stato ispirato e indirizzato all’arte orificera”.
Originario di Lula, conseguito il diploma di ‘maestro’ all’Istituto d’arte di Nuoro, è andato a imparare il‘mestiere’ a Bosa, uno dei centri più rinomati e i della lavorazione dell’oro.
“Ho appreso le basi manifatturiere dal maestro Sotgiu, a suo volta allievo di Vincenzo Vadilonga di Cagliari, appartenente a una celebre famiglia di orafi, cui si deve l’introduzione dell'arte nel borgo della Planargia a fine seconda guerra mondiale. Accompagnato dagli insegnamenti di Sotgiu sono diventato da subito ‘filigranista’”.
Tornato a Nuoro, nel 1977 ha aperto la sua bottega, affiancato nell’attività dalla moglie Annarita Schintu, formatasi anche lei nell’istituto del capoluogo barbaricino.
Quarant’anni di carriera e di opere, compresi restauri in famose basiliche, come Santissima Trinità di Saccargia, con alterne vicende, ma sempre ispirato da identità e tradizione dell’Isola: “I primi vent’anni in bottega sono stati diversi dagli ultimi dieci, se si parla in termini di volume di lavoro e giro d’affari, ma i principi non sono mai cambiati per noi, abbiamo sempre creato con tecniche tradizionali (filigrana, incisione, sbalzo, imperlatura, granulazione, fusione) gioielli antichi, chiaramente ‘concedendoci’ anche alla modernità e alla sperimentazione, ma senza mai snaturarci”.
Salvatore e Annarita, attraverso continue ricerche, danno vita oggi a oggetti tradizionali e contemporanei,generati da una profonda conoscenza e passione per la cultura sarda, che si trasmette magistralmente nelle produzioni. “Secondo alcuni studi l’arte orafa non è stata importata dai popoli mediterranei dell’inizio della storia ma è autoctona, nata in Sardegna – l’orafo nuorese mostra con orgoglio la sua passione per la storia dell’Isola -. Al di là delle ipotesi – aggiunge - è un concetto cui diamo massima considerazione, non a caso gli oggetti in filigrana sono tutti antichi,legati alla tradizione sarda”.
Come esempio di legame stretto fra opere dell’Antichità e manufatti ancora attuali, Goddi cita un gioiello devozionale“noto in alcuni paesi del Nuorese come su breve, altrove come s’agnus Dei: “all’interno del manufatto si usa mettere un’iscrizione in versi e frammenti di tessuto di paramenti sacri. È usato per proteggere le donne gravide, salvare i marinai dal naufragio, tener lontano i fulmini, preservare dalla morte improvvisa e dagli assalti del demonio. Per far capire le analogie col mondo antico – spiega Salvatore -, ho avuto modo di constatare che su una tomba dell’antica Sulki, a Sant’Antioco, è stato rinvenuto un amuleto a una forma di astuccio con testa di una dea egiziana: all’interno venivano custoditi scritti”.
Le influenze storiche sono molteplici: “I gioielli che produciamo oggi sono spesso frutto della mediazione di tutte le dominazioni subite dall’Isola, le tradizioni arcaiche e medioevali si sono mescolate a quelle clericali spagnole”.
Dalla bottega Goddi, iscritta sin dal principio alla vetrina virtuale dell’artigianato artistico e ancor prima protagonista del marchio I.S.O.L.A., vengono elaborati manufatti come gioielli contemporanei in filigrana e tradizionali a carattere religioso e devozionale,anche a corredo degli abiti tradizionali, “tutti espressione di un legame profondo con l’identità e la cultura sarde che affascinano e sorprendono”, ci tiene a ribadire Goddi.

E per i passeggeri che assisteranno curiosi e stupiti all’applicazione della sua arte in occasione del primo My favourite artisan lab all’aeroporto di Olbia, ecco svelato cosa mostrerà per tenere desta l’attenzione: “Presenterò le varie fasi di lavorazione di un oggetto molto personale, per l’igiene personale, uno spuligadentes (letteralmente ‘pulisci orecchi e denti’), in argento. Mostrerò – prosegue Salvatore – l’oggetto finito e vari passaggi intermedi, dando dimostrazione di alcuni tipi di attività tecniche”.
Dallo ‘spoileraggio’ a qualche parola sulle iniziative di Geasar e sui progetti regionali. “Il laboratorio dimostrativo è sicuramente un modo per avvicinare la gente, spesso ignara dell’abilità e del tempo che occorre per simili manufatti,alla nostra arte, al nostro mestiere, condividere la passione. Quanto al premio per i viaggiatori stranieri è sicuramente un veicolo promozionale importante”.
Così come lo sono i corner aeroportuali Isola, sostenuti dall’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio: “Noi esponiamo e vendiamo solo a Olbia e i riscontri, specie come ‘biglietto da visita’, sono buoni, un modo per farsi conoscere dal vivo da viaggiatori di tutto il mondo”.
Oggetti tradizionali ma promozione attualissima, oltre che su www.sardegnaartigianato.com, anche sui social.