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Kara Sardegna

“La Sardegna ha una vicenda millenaria legata alle sue tradizioni artigiane, noi la raccontiamo attraverso le creazioni tessili e con esse cerchiamo di stupire gli ospiti che arrivano dalla Penisola e dall’estero”.

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È un vero e proprio spot promozionale per l’artigianato artistico sardo, a pronunciarlo è Fabrizio Sanna, il più giovane dei tre fratelli titolari dell’azienda Sartapp-Centro Tessuti Sardi di Samugheo, dove in queste settimane si svolge la 51esima edizione della mostra di artigianato artistico Tessingiu. “Da tempo abbiamo dato una dimensione moderna all’azienda – aggiunge Fabrizio – da circa due - tre anni abbiamo ulteriormente cambiato impostazione, intessendo (proprio la parola più consona…) collaborazioni con architetti e designer, cogliendo opportunità di visibilità, posizionandoci nell’ e-commerce e valorizzando aspetti come marchio e packaging. Tutto ciò, seguendo attentamente i consigli di Gavino Sanna, che ha influito enormemente col suo ‘genio’ creativo sulle nostre attuali strategie di marketing e ci ha aperto gli occhi alla promozione”.

Innovazione sì, ma con alle spalle una lunga tradizione familiare. Fabrizio ha 35 anni, i fratelli maggiori Carlo e Stefania rispettivamente 38 e 40. Quaranta, esattamente come gli anni di attività dell’azienda, nata nel 1978, fortemente legata a radici identitarie e tradizione tessile di Samugheo, ma moderna nella concezione, cresciuta grazie alla sapiente gestione del padre Basilio e della madre Elisabetta. “Ancora oggi – raccontano i tre figli – papà e mamma non rinunciano al laboratorio tessile,del resto gli hanno dedicato la vita, staccarsene è impossibile. E riservano preziosissimi consigli, soprattutto tecnici a noi, che abbiamo vissuto il clima della bottega sin da bambini”.

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Nel corso dei decenni tante cose sono cambiate: “I tempi d’oro degli anni Ottanta e Novanta, quando fornivamo vari hotel della Costa Smeralda, – spiegano i fratelli Sanna – non ci sono più ma abbiamo saputo adeguarci e vincere le sfide del mercato attuale”.

Oggi la Sartapp - Centro Tessuti Sardi propone elaborazioni stilistiche ispirate dalla cultura isolana, a iniziare dai tappeti, realizzati con la tecnica a pibiones, seguiti da un’ampia linea di manufatti tessili destinati all’arredo della casa: tende, copriletti, lenzuola, tovagliati, arredi per il bagno.

Lana sarda e pregiati filati di lino e cotone sono i loro materiali di qualità. “Lavoriamo con venti telai tradizionali a mano – specificano i Sanna - ognuno con sue caratteristiche, misure e funzioni particolari, e con cinque apparecchiature più moderne”.

I disegni sono accuratamente rielaborati dalla tradizione. Ci sono motivi “come su pistoccu, la pavoncella, altri animali, temi nuragici, balli, disegni geometrici, tramandati da generazioni”.


E poi ci sono i disegni moderni e contemporanei: “quelli risalenti a metà XX secolo, del boom dell’artigianato sardo in Costa Smeralda,e altri che stiamo sperimentando di recente, grazie all’influsso di architetti e designer, ispirati a pittori del Novecento (Joan Mirò e Keith Haring)”.

In tutti c’è una caratteristica distintiva: “Sono disegni ‘a spigolature’, a triangoli e squadrati”.

Una tradizione ‘viva’, una produzione ricca e aggiornata e un commercio dinamico consolidato nel tempo con più punti vendita ed espositivi: la loro gestione è basata su una perfetta convivenza fraterna: “Ognuno di noi tre mette a disposizione le sue competenze e ha un ruolo ben definito all’interno dell’azienda. Fabrizio è dedito a commercializzazione e innovazione, Stefania si occupa di produzione e aspetti tecnici,Carlo ‘amministra’ il lavoro dei sette dipendenti, quattro lavorano ai telai nella sede di Samugheo, tre nei punti vendita della Gallura (a Baja Sardinia, Olbia e San Teodoro)”.

Gallura, terra di turismo e hotel. E a proposito di alberghi, i Sanna, iscritti alla vetrina virtuale dell’artigianato artistico della Regione (www.sardegnaartigianato.com) sin dal principio, ricordano come “il bando per ‘vestire’ di manufatti sardi gli alberghi è stata un’intuizione geniale da parte dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, al di là delle vendite, ha dato modo di conoscere e apprezzare le nostre eccellenze e procurare nuovi contatti commerciali. La stessa vetrina – affermano i tre fratelli – è un’ottima iniziativa, anch’ essa ci ha dato un’enorme visibilità e riflessi commerciali positivi”.

Identico discorso per i corner aeroportuali: “Siamo presenti a Cagliari e a Olbia: ogni anno va sempre meglio: più ci conoscono, più acquistano”.

A Olbia siete di casa? “Beh, praticamente sì, ma è la prima volta che ci esibiamo in aeroporto,di fronte a un pubblico così ampio e internazionale: una bellissima esperienza”.

La Sartapp-Centro Tessuti Sardi è stata protagonista nell’area commerciale dell’aeroporto del quarto ‘My favourite artisan lab’, iniziativa ideata e organizzata dalla Geasar, società di gestione dello scalo olbiese, e sostenuta dall’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio: “Abbiamo mostrato nel dettaglio le fasi di lavorazione al telaio del tappeto. L'attenzione, lo stupore, è la curiosità dei passanti è stata tanta, erano molto interessati”.

L’esibizione manifatturiera ha fatto vivere ai vacanzieri sensazioni tipiche di una bottega artigiana, accompagnata dalla performance musicale di Daniele Stefani. Si parte da un saldo principio: “Quando un oggetto è curato da mani sapienti, la bellezza ‘vera’ risplende, la differenza di qualità salta agli occhi, anche dei meno esperti”.

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